Che la mobilità varata dal piano straordinario di assunzioni fosse illegittima era ben chiaro. Del resto, proprio il Tar Lazio, ha accolto diversi ricorsi proposti dal nostro studio contro l’Ordinanza Ministeriale pubblicata dal MIUR, ritenendo alcune sue parti illegittime con conseguente annullamento. Ad oggi sono circa 200 i docenti rientrati a casa grazie alle nostre azioni legali.

Come avvocati, pur tuttavia, dobbiamo essere onesti e illustrare la situazione nel modo più trasparente possibile. Vi sono anche docenti, da noi seguiti, che non hanno avuto questo risultato positivo. Infatti tribunali del lavoro particolarmente ostici hanno rigettato i ricorsi proposti, senza tener conto minimamente delle gravi illegittimità di cui si è macchiato il MIUR.

Quindi, nonostante la recente vittoria, ricordiamo che ogni caso deve essere analizzato in modo meticoloso ed ad personam, poiché la situazione cambia da docente a docente e da Tribunale a Tribunale.

Inoltre, è doveroso dirlo, la tempistica dei procedimenti, delle volte, è lunga e faticosa. I provvedimenti possono essere pubblicati anche dopo anni dal loro deposito. Il risultato, a meno ché non si opti per una cautelare (e vi devono essere i presupposti) possono impiegare anche un biennio. Ma alla fine il risultato paga.  Come ripaga oggi più di 200 docenti la nostra recente vittoria al Consiglio di Stato.

Anche il Consiglio di Stato si è pronunziato al riguardo proprio su nostro ricorso con la recentissima sentenza pubblicata in data 15 febbraio 2019.

I docenti esiliati al nord che non hanno potuto aderire al nostro ricorso 2018 avranno quindi la possibilità di unirsi ai primi ricorrenti.

CHI NON HA POTUTO ADERIRE A QUESTO RICORSO È ANCORA IN TEMPO?

Si, le adesioni sono ancora possibili, in quanto agiremo contro la mobilitò 2019/2020.

A QUALE AUTIRITA’ E’ RICOLTO AL RICORSO E  QUALI SONO MOTIVI DI DIRITTO DEL RICORSO?

Il ricorso verrà proposto al Tar Lazio dovendo, indi, impugnare un atto di macro organizzazione quale, appunto, l’Ordinanza Ministeriale sulla mobilità. La competenza è del TAR giusta anche la sentenza di accoglimento resa di recente dal Consiglio di Stato.

Ecco i motivi di diritto:

  1. VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DI SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE. Se in un ente pubblico (comparto scuola nel nostro caso) si riaprono le assunzioni, valgono le graduatorie già esistenti, ma attenzione: rispetto allo scorrimento delle graduatorie ha priorità la mobilità volontaria. Ebbene nel caso dei docenti sbattuti al nord, ci permettiamo di osservare senza alcuna remora, il Miur sta facendo esattamente il contrario: continua ad indire procedure concorsuali senza dare alcuna priorità alla mobilità volontaria dei docenti! Infatti in ossequio all’articolo 30 del D.Lgs. n. 165/2001 lo Stato, quindi il MIUR, avrebbe dovuto dare prevalenza alla modalità di copertura delle vacanze di organico mediante Mobilità.
  2. VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELLE REGOLE PROCEDURALI SULLA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA. Il MIUR continua ad automatizzare una mobilità macchiata dai profili di illegittimità di cui all’OM 241/2016. Questa illegittimità derivata (mobilità 2019/2020 figlia della mobilità 2016) è lesiva per il docente. Nel caso concreto, per assegnare le sedi agli insegnanti, in base all’ordinanza ministeriale n. 241/2016, un algoritmo ha mandato docenti titolari di maggior punteggio in graduatoria in posti in province più lontane rispetto a quelle indicate con priorità nella domanda di assunzione, mentre molti docenti con punteggio inferiore, hanno trovato sede nella provincia e nella classe di concorso scelta. Da qui il contenzioso, che ha al suo centro la questione se la tecnologia possa dominare la valutazione umana nel procedimento amministrativo. Il Tar, anche su nostro ricorso ha deciso a favore dei docenti sul punto. Nella decisione si legge che nessun procedimento amministrativo, per quanto complesso, possa legittimare la sua devoluzione ad un meccanismo informatico o matematico del tutto impersonale. Il ricorso esclusivo all’algoritmo, inoltre, fa piazza pulita delle regole sulla partecipazione, sulla trasparenza e sull’accesso, e cioè delle barriere a garanzia del privato di fronte ai pubblici poteri.
  3. DISPARITÀ DI TRATTAMENTO. E’ bene a tal riguardo evidenziare che in sede di mobilità nei confronti dei ricorrenti si è attivata una precipua discriminazione contemplata nella contrattazione integrativache ha deciso di accantonare dei posti in favore dei docenti reclutati dalle GM 2012, tra l’altro meri idonei e non vincitori di concorso. E’ così accaduto che docenti con minor esperienza professionale e minor anni di servizio, in seguito a domanda volontaria di trasferimento ex art. 460 del TU in materia scolastica,  hanno valicato i ricorrenti nelle fasi della mobilità, determinando grave violazione della normativa di settore che prevede il principio di scorrimento della graduatoria di mobilità in base ai titoli ed all’anzianità di servizio.
  4. DIRITTO AD UNA RETRIBUZIONE DIGNITOSA. Il MIUR ha varato la mobilità in danno dei docenti del SUD senza tenere conto, con condotta altamente colposa, anche delle gravi conseguenze economiche scaraventate di sopra ai docenti. Il trasferimento “imposto” e non già volontario, invero, ha decretato un impoverimento del lavoratore dipendente, il quale, si è visto surclassato da spese attivate solo per garantire un minimo di sopravvivenza. Da qui la violazione del principio di buona fede e correttezza contrattuale. Si censurerà il comportamento del datore di lavoro MIUR  che, consapevole delle difficoltà del lavoratore, violando appunto il principio di correttezza e buona fede, ha imposto una mobilità dapprima qualificata appunto come “volontaria” e poi imposta con trasferimento coattivo.
  5. VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA SULLE SPESE DI TRASFERTA. Il MIUR ha allocato i docenti al nord ma non ha varato un piano di rimborso per le spese di trasferta. La normativa prevede questo: Mezzi di trasporto – Rimborso solo nel caso di trasferte in località distanti almeno 10 km. dalla sede di servizio. Vengono rimborsati senza l’integrazione dell’indennità supplementare (10% su biglietti per trasporti di linea terrestre e marittima e 5% su biglietti aerei). La norma riguarda tutti i dipendenti pubblici (docenti, ata, dirigenti, revisori dei conti, ispettori). In sintesi si avrà diritto esclusivamente al rimborso delle spese di viaggio sostenute a mezzo ferrovia, con i mezzi di trasporto marittimo, aereo ed extraurbano di linea, al rimborso dei pasti e al rimborso delle spese di albergo. Quanti docenti hanno visto il rimborso di tali spese? NESSUNO!

IL COSTO DELL’INTERA AZIONE DI PRIMO GRADO?

L’onorario previsto, comprensivo di IVA e CPA comprese spese vive e di trasferta, è fissato nella misura pari ad Euro 150,00  per ricorrente.

QUALI DOCUMENTI OCCORRE PRODURRE PER RICORRERE?

Contratto di immissione in ruolo, graduatoria di provenienza ante immissione in ruolo, documento di identità e codice fiscale.

COME POSSO AVERE INFORMAZIONI PIU’ DETTAGLIATE?

I docenti interessati potranno contattare lo studio tramite i seguenti canali: e mail: studiolegale.fasano@virgilio.it – Whatsapp: 334/8120803 inserendo nel corpo del messaggio la seguente dicitura: informazioni ricorso esiliati 2019.

ATTENZIONE: Le adesioni scadono improrogabilmente entro il  10 APRILE 2019. Non fa fede il timbro postale ma l’effettiva ricezione della busta.

PER ADERIRE COSA OCCORRE FARE?

Scaricare il modello di adesione – MODELLO-RICORSO-DOCENTI-ESILIATI – e seguire la procedura guidata dettata dal modello. Per maggiori informazioni: studiolegale.fasano@virgilio.it – Whatsapp: 334/8120803 inserendo nel corpo del messaggio la seguente dicitura: informazioni ricorso esiliati 2019.

 

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