Una grave ed ulteriore illegittimità sta per concretizzarsi in danno di molti italiani! Il principio di meritocrazia, di chiara matrice costituzionale, è stato nuovamente archiviato da condotte certamente estranee al dettato normativo nazionale e comunitario.

Parliamo dell’esercito costituito da lodevoli giovani in possesso del prestigioso Dottorato di Ricerca, ovvero di coloro i quali hanno virtuosamente frequentato una Scuola di specializzazione, degli altrettanto meritevoli insegnati tecnico pratici (ITP)o degli AFAM (docenti in possesso di un diploma vecchio ordinamento) – cittadini questi, che pur avendo speso molti anni della propria vita sui libri e che con sacrificio e dedizione hanno conseguito un titolo ed una professionalità di tutto rispetto, rischiano ancora una volta di non essere inclusi nel piano di aggiornamento delle graduatorie di istituto per il triennio 2017/2020, cui si attende a breve il  D.M. di riapertura e contestuale aggiornamento delle graduatorie di istituto per il triennio 2017/2020.

Ed invero, tale immotivata esclusione è stata anticipata dal MIUR nel gennaio scorso, il quale con nota n.1229/2017, trasmettendo il Decreto Dipartimentale n. 3/17, ha limitato la presentazione dell’istanza per l’l’inserimento nella II fascia delle relative graduatorie di istituto solo ai docenti in possesso del titolo di abilitazione, (TFA) o (PAS).

Ebbene questa immotivata penalizzazione, oltre a ledere i diritti dei possessori di titoli, quali:

  • I Dottori di ricerca;

  • Docenti diplomati ITP;

  • Docenti in possesso di diploma AFAM vecchio ordinamento (vale a dire conseguito entro l’anno 2012);

  • Docenti in possesso di diploma AFAM nuovo ordinamento (vale a dire conseguito dopo l’anno 2012);

  • Coloro i quali sono in possesso di un diploma di specializzazione (titolo di III ciclo);

  • I docenti afferenti le nuove classi di concorso istituite con il d.p.r. 19/2016

contrasta vistosamente con le più recenti pronunce del Giudice Amministrativo e di molti Giudici del Lavoro, i quali hanno espressamente riconosciuto l’equiparazione dei Titoli ai fini dell’inserimento nelle graduatorie di seconda fascia.

Lo studio Fasano, sempre attento alla giurisprudenza più recente ed impegnato nella tutela dei diritti, ha deciso di affiancare quanti coinvolti in questa ingiustificata esclusione, predisponendo un Ricorso volto ad impugnare il Decreto Ministeriale nella parte in cui non prevede la possibilità, per i soggetti in possesso dei titoli sopra indicati, di poter essere inseriti nelle graduatorie di prossima pubblicazione. Il ricorso sarà depositato presso il TAR. Trattasi di azione collettiva.

Il corso del ricorso è di euro 100,00.

FASI DA SEGUIRE

  1. Si informano gli interessati al ricorso che dovranno preventivamente presentare domanda di inserimento nelle GI. A tal fine, abbiamo predisposto un modello gratuito di domanda. Dovrà essere vostra cura, ai fini del successivo ricorso, spedire il modello messo a disposizione presso le amministrazioni competenti con raccomandata AR, avendo cura di conservare una copia delle ricevute di spedizione e di ritorno per lo studio. NB: TALE DOMANDA DOVRA’ ESSERE PRESENTATA DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL DM. Troverete il modello di domanda sul nostro sito:www.avvocatofasano.com.

  2. Terminata tale fase, per aderire al ricorso, sarà necessario seguire la seguente procedura: inviare una mail all’indirizzo: studiolegale.fasano@alice.it – oggetto mail: ricorso inserimento graduatorie II^ fascia avendo cura di allegare in pdf la domanda di inserimento con le ricevute di spedizione e di ritorno.

  3. Oppure, per ulteriori info, inviare un messaggio alla nostra linea whatsapp: 334/8120803: testo messaggio: ricorso inserimento graduatorie II^ fascia.

In seguito alla ricezione della Vostra mail provvederemo ad inoltrarvi il modello di adesione con indicazione della procedura guidata da seguire ai fini dell’adesione al ricorso.

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Comments (1)

  1. Luca Cherstich

    Rispondi

    Gentile avvocato,
    Sarei interessato a questo ricorso per l’inserimento in II fascia dei Dottori di Ricerca (e scrivo anche per conto di mio fratello Igor Cherstich che vorrebbe anche partecipare).
    Essendo però io non esperto di legge (sono un laureato in lettere), prima di procedere all’iscrizione avrei bisogno di risolvere un mio dubbio.
    Essendo questo un ricorso collettivo, nel caso di fallimento mi conferma che non ci saranno spese legali da pagare o che queste saranno minime?
    Grazie e attendo una sua gentile risposta.

    Distinti Saluti

    Luca Cherstich

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