I precari vantano un diritto di matrice comunitaria: il diritto alla cristallizzazione del proprio posto di lavoro.

I contratti a tempo determinato, infatti, devono sottostare alla clausola n. 5 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, di cui alla Direttiva Europea n. 70/1999/CE del 28 giugno 1999.

Il principio, del resto, è chiaro: in materia di pubblico impiego una sequenza di contratti a tempo determinato per oltre trentasei mesi complessivi, tutti carenti di esplicita giustificazione, manifesta di per sé la sua illegittimità, cui deve conseguire la sanzione prevista dalla legge della conversione dei contratti in un unico contratto a tempo indeterminato (art. 5, co. 2, d.lgs. n. 368/2001). Nella fattispecie, infatti, non può trovare applicazione il divieto di conversione di cui all’art. 36, d.lgs. n. 165/2001, atteso che l’attuale ordinamento non contempla alcuna sanzione idonea ad ovviare all’utilizzo abusivo del predetto tipo di contratto nel pubblico impiego, come richiesto dalla normativa comunitaria.

Partendo dal dato concreto relativo alla forte presenza di lavoratori precari nelle pubbliche amministrazioni, si afferma che il solo strumento risarcitorio non può considerarsi, da solo, idoneo a tutelare i lavoratori a termine nel settore pubblico e che, pertanto, vi è nel nostro ordinamento una illecita disparità di tutela tra lavoratori pubblici e lavoratori privati.

I lavoratori degli Enti Locali quindi, vanno stabilizzati, con conversione del rapporto, ove sussistano i requisiti legali
Pertanto i dipendenti precari siciliani dovrebbero ancora di più in questo momento storico (stabilizzazione personale scolastico) sollecitare il Legislatore regionale e nazionale a mettere in campo una norma organica per affrontare il fenomeno del precariato pubblico siciliano ovvero chiamare in giudizio lo Stato italiano e anche la Regione Siciliana per aver consentito con la propria legislazione di non prevenire gli abusi dei contratti a tempo determinato in Sicilia.

Non esistono precari di serie A e precari di serie B! Tutti vantano il medesimo diritto! L’applicazione reiterata nel tempo di contratti a termine è illegittima. Punto.

E’ indubbio che la Regione siciliana e gli Enti locali stanno abusando di questa forma contrattuale, a discapito dei lavoratori in buona fede. L’inesatta applicazione del diritto comunitario alla fattispecie concreta dei contratti a tempo determinato, infatti, determinerà pesantissime conseguenze sanzionatorie per gli stessi Enti e per la Regione Siciliana.

Vale sintetim rilevare che tutto ciò contrasta con la normativa comunitaria che, come ha più volte affermato la Corte di Giustizia europea, impone l’adozione di “misure effettive per evitare ed eventualmente sanzionare il ricorso abusivo a contratti a tempo determinato” (C.G.E., ordinanza “Affatato” del 01.10.2010).

Neppure la giustificazione resa dallo Stato membro, circa la mancanza di pecunie per coprire i costi della stabilizzazione, può essere presa in considerazione.

Infatti, anche la Corte europea, nella sentenza Mascolo (punto 110) ha riconosciuto che le considerazioni di bilancio possono costituire il fondamento delle scelte di politica sociale di uno Stato membro ed influenzare le scelte di politica economica, ma non possono comunque giustificare, neppure nel pubblico impiego, il ricorso abusivo a contratti a termine che si protrae per anni e anni.

Nel frattempo, la Commissione europea ha aperto una nuova procedura di infrazione per la violazione plurima della direttiva Ue 1999/70 sul contratto a termine e che riguarda, questa volta, la violazione della clausola 4 della Direttiva la quale vieta discriminazioni nel trattamento economico e professionale tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori assunti stabilmente.

Tale procedura, che si inserisce nel sistema Ee Pilot, al quale la Commissione ricorre quando la situazione di fatto o di diritto richiede un chiarimento da parte di uno Stato membro a fronte di una valutazione di possibile violazione della normativa europea.

I nostri ricorsi, quindi, mirano all’avvio di una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro paese, al solito riguardante l’utilizzo abusivo dei contratti a termine da parte del datore di lavoro pubblico e privato.

Per info:<span style=”color: #141823;”><span style=”font-size: small;”> </span></span><a href=”mailto:studiolegale.fasano@alice.it”><span style=”font-size: small;”>studiolegale.fasano@alice.it</span></a></span></p>

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