In data 26 settembre, il Tribunale Amministrativo Regionale ha nuovamente accolto le nostre tesi, riaffermando un principio fondamentale di civiltà giuridica in materia di riconoscimento dei titoli esteri.
Il Collegio ha rilevato come l’Amministrazione non abbia adeguatamente valutato la documentazione completa relativa all’iter formativo svolto all’estero, inclusi il piano analitico del corso di studi e l’esperienza professionale maturata dalla parte ricorrente nel settore di riferimento.
In particolare:
• Le obiezioni relative alla presunta assenza di natura abilitante del titolo risultano già superate dall’Adunanza Plenaria (sentenze nn. 18-22/2022);
• La motivazione sulle divergenze tra i programmi formativi deve essere condotta con rigore, in considerazione del rischio di compromettere il sistema di diritto europeo sul riconoscimento delle qualifiche professionali e gli obiettivi di rafforzamento del mercato interno e della libera circolazione dei lavoratori (cfr. TAR Lazio, Sez. III, sent. n. 20976/2024);
• Le eventuali differenze tra gli ordinamenti formativi possono essere colmate mediante l’imposizione di misure compensative adeguate.
In data 26 settembre, il Tribunale Amministrativo Regionale ha nuovamente accolto le nostre tesi, riaffermando un principio fondamentale di civiltà giuridica in materia di riconoscimento dei titoli esteri.
Il Collegio ha rilevato come l’Amministrazione non abbia adeguatamente valutato la documentazione completa relativa all’iter formativo svolto all’estero, inclusi il piano analitico del corso di studi e l’esperienza professionale maturata dalla parte ricorrente nel settore di riferimento.
In particolare:
• Le obiezioni relative alla presunta assenza di natura abilitante del titolo risultano già superate dall’Adunanza Plenaria (sentenze nn. 18-22/2022);
• La motivazione sulle divergenze tra i programmi formativi deve essere condotta con rigore, in considerazione del rischio di compromettere il sistema di diritto europeo sul riconoscimento delle qualifiche professionali e gli obiettivi di rafforzamento del mercato interno e della libera circolazione dei lavoratori (cfr. TAR Lazio, Sez. III, sent. n. 20976/2024);
• Le eventuali differenze tra gli ordinamenti formativi possono essere colmate mediante l’imposizione di misure compensative adeguate.
Questa decisione rappresenta un ulteriore passo verso il consolidamento di un sistema giuridico equo, rispettoso delle competenze acquisite all’estero e coerente con i principi europei di mobilità e integrazione professionale.
Per informazioni:
1. 3348120803 (linea whatsapp)
2. Linea fissa 091 9295515.
3. 388 4736894 linea telefonica mobile.












