Questa sofferente mobilità territoriale docenti sta sfiancando tutti, persino noi legali costretti a barcamenarci tra i meandri della PA scolastica che neppure ottempera i provvedimenti vittoriosi passati in giudicato. Non vi è certezza del diritto. Non vi è certezza di nulla. Anzi, di una sola cosa siamo certi: l’Italia è nelle mani di nessuno.

E la cosa ci fa tremare.

Tutto è difficile nella debilitata Italia. Non si rispetta la legge quando questa è giusta, vi sono, di contro, leggi rese ad hoc per pochi fortunati, la disparità di trattamento è all’ordine del giorno, rectius: dei minuti, e le persone per bene, quelle che meriterebbero un po’di pace, vengono favorite in luogo dei prediletti delle caste. Vedi le ultime notizie afferenti i concorsi truccati nelle università.

Che dire: un quadretto niente male.

Il MIUR sta continuando a giocare con il fuoco. Calpestando il diritto di migliaia di soggetti che sono stanchi anche di ricorrere all’aiuto di noi avvocati. Credo, infatti, che gli unici, ad oggi, a beneficiare di queste condotte amministrative rese in spregio delle più basilari norme costituzionali e comunitarie siamo proprio noi legali. Diciamolo, il lavoro non ci sta mancando .

Ma non è questo il punto.

Siamo stanchi di sbattere la testa contro mura di gomma, dove le ingiustizie si registrano all’ordine del giorno.

Parliamo in questa sede delle modalità con cui sono stati assegnati i “posti di sostegno in deroga” all’inizio di quest’anno scolastico.

Per coprire quei posti non potevano essere nominati i supplenti collocati nelle graduatorie ad esaurimento e d’istituto, ma dovevano prioritariamente essere assegnati i docenti di ruolo richiedenti assegnazione provvisoria, oggi ubicati nelle più disparate zone d’Italia dopo le assunzioni della “buona scuola”.

Si rammenta, che nell’attribuzione dei posti di sostegno in deroga, i docenti di ruolo collocati nelle graduatorie dei richiedenti assegnazione provvisoria hanno la precedenza sui docenti precari collocati nelle graduatorie ad esaurimento e nelle graduatorie d’istituto.

Il personale di ruolo a tempo indeterminato che ha fatto domanda di assegnazione provvisoria nella Provincia di residenza doveva essere accontentato. Pur tuttavia, tale priorità, non è stata rispettata con conseguente danno cagionato a migliaia di docenti, costretti oggi a fare i conti con una imposizione illogica, incoerente e priva di motivazione.

Che senso ha favorire chi non è di ruolo?????

Il MIUR sta errando, con gravissime ripercussioni anche dal punto di vista risarcitorio.

Dopo aver verificato l’inesistenza di personale specializzato, il MIUR, invero, era tenuto a iniziare le operazioni di copertura con i docenti comuni che avevano fatto domanda di assegnazione provvisoria e che erano, dunque, inseriti nella specifica graduatoria, e tanto certamente prima di dar corso ad ogni altra assunzione a tempo determinato!

Ancora prima che giuridicamente legittimo – come affermato da diversi fori interpellati al riguardo – questo meccanismo è anche logico, dal momento che non si comprende perché mai, in linea generale, il Ministero dovrebbe utilizzare personale precario quando sia disponibile personale in ruolo.

Come dall’art. 3 CCNI oltre ai posti di insegnamento eventualmente disponibili in ciascuna istituzione scolastica sono compresi anche i posti in deroga in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 22.2.2010, nonché tutti i posti comunque disponibili per un anno previsti dalla normativa vigente…”

Il MIUR, quindi, ha ritenuto di dover assegnare i posti di sostegno in deroga, ai docenti precari anziché ai docenti di ruolo richiedenti l’assegnazione provvisoria interprovinciale.

Tale illegittimità si riscontra poiché la condotta del MIUR è in contrasto, in proposito, con il Decreto Interministeriale relativo alla definizione degli organici 2015/2016, allegato alla nota MIUR n. 6753 del 27.02.2015 che, al riguardo, espressamente prevede che “In applicazione della sentenza della Corte Costituzionale 22 febbraio 2010, n. 80, nell’ottica di apprestare un’adeguata tutela dei disabili e in particolare di quelli che si trovano in condizione di gravità, viene ripristinata la disposizione di cui all’articolo 40, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, che prevede la possibilità di assumere, con contratti a tempo determinato, insegnanti di sostegno in deroga, secondo le effettive esigenze rilevate ai sensi dell’articolo 1, comma 605, lettera b) della legge 27 dicembre 2006, n. 296. TALI POSTI DEVONO ESSERE ASSEGNATI CON PRIORITÀ A DOCENTI IN SERVIZIO A TEMPO INDETERMINATO CON PROVVEDIMENTI DI DURATA ANNUALE E, IN SUBORDINE, A SUPPLENTI CON CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO FINO AL TERMINE DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE.”

Ciò specificato, su richiesta di tantissimi docenti abbiamo deciso di avviare ricorso al TAR SICILIA avverso il decreto  MIUR.AOODRSI.0000052 con cui sono stati disposte le  assegnazioni agli Uffici degli Ambiti Territoriali della Sicilia di n. 4872 posti di sostegno.

IL RICORSO AL TAR PALERMO E’ PROPONIBILE SOLO DAI DOCENTI SICILIANI. IL TERMINE PER ADERIRE E’ FISSATO IMPROROGABILMENTE AL 09/10/2017.

PER TUTTI GLI ALTRI DOCENTI ITALIANI. Il ricorso può essere presentato individualmente dinanzi al Giudice del Lavoro anche su scala nazionale per tutti i docenti che hanno subito questa illogica relegazione in ambiti territoriali distanti migliaia di km da casa. Ovviamente dopo una peculiare ed attenta analisi della singola posizione curriculare. IL TERMINE PER ADERIRE E’ FISSATO AL 30/10/2017.

DOCUMENTI NECESSARI PER ENTRAMBE LE PROCEDURE:

  1. Contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato a seguito di nomina in ruolo.
  2. Domanda di mobilità 2016/2017 e domanda di mobilità 2017/2018.
  3. Esito trasferimento.
  4. Graduatoria GAE (PER CHI PROVIENE DALLE GAE).
  5. Titolo abilitazione.
  6. Domanda di assegnazione provvisoria.
  7. Graduatoria di assegnazione provvisoria.
  8. Documento di identità e Codice Fiscale.
  9. Documentazione attestante il possesso dei requisiti di cui alla L. 104/1992 (solo per chi è referente del familiare disabile in condizione di gravità ex art. 3 comma 3).
  10. Certificati di servizio che attestano l’espletamento del servizio in istituti paritari (solo per chi ha maturato il pre ruolo in istituti privati paritari).
  11. Certificato residenza coniuge (solo per chi è coniugato).
  12. Stato di famiglia.
  13. Certificato frequenza scolastica figli minori.
  14. Certificato di residenza.

Tutti questi documenti devono essere scansionati ed inviati in PDF al seguente indirizzo: studiolegale.fasano@alice.it – OGGETTO MAIL: ricorso posti sostegno in deroga.

Per info studiolegale.fasano@alice.it – Whatsapp: 3348120803

ALLEGATI:

PROCURA(1)

modello-adesione-SOSTEGNO-IN-DEROGA

Spread the word. Share this post!

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *