SERVIZIO CIVILE NAZIONALE, VITTORIA IN TRIBUNALE DEL 7 AGOSTO 2025
Agosto 9, 2025
Avviso importante per i docenti precari con oltre tre anni di servizio e per i docenti di ruolo
Settembre 18, 2025

Messaggio ai docenti specializzati sul sostegno all’estero

Settembre 8, 2025
Care e cari docenti,
in questi mesi abbiamo assistito con crescente preoccupazione a una condotta istituzionale che, nei fatti, si sta traducendo in un grave danno curriculare e professionale per chi ha scelto, con spirito di sacrificio e profonda dedizione, di conseguire un titolo di specializzazione sul sostegno in uno dei Paesi membri dell’Unione Europea.
⚠️Il rigetto sistematico delle istanze di riconoscimento da parte del Ministero, privo di una valutazione comparativa tra i percorsi formativi e senza alcuna evidenza scientifica fornita da consulenti terzi e imparziali, rappresenta una violazione non solo dei principi di leale collaborazione tra Stati membri, ma anche delle norme comunitarie sancite dalla Direttiva 2005/36/CE, aggiornata dalla Direttiva 2013/55/UE e recepita in Italia con il D.Lgs. 206/2007.
📌 Queste direttive stabiliscono chiaramente il diritto al riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite all’interno dell’Unione, prevedendo – ove necessario – misure compensative come prove attitudinali o tirocini. Eppure, nel caso dei docenti specializzati sul sostegno, IMMOTIVATAMENTE, si assiste a una disparità di trattamento ingiustificata e discriminatoria, soprattutto se si considera che in altri ambiti professionali, come quello sanitario, i titoli esteri vengono regolarmente riconosciuti e consentono l’esercizio della professione in Italia.
Ci chiediamo, con forza e determinazione, perché questa disparità venga applicata proprio a chi ha scelto di formarsi per sostenere gli alunni più fragili, in un settore che soffre da anni una cronica carenza di personale qualificato.
Ci chiediamo, soprattutto, perché si debba rinunciare a un titolo conseguito secondo legge, in conformità con gli standard europei, e perché si debba accettare un percorso alternativo – come quello proposto da Indire – che non risponde alle reali esigenze formative e professionali dei docenti.
🔴 Il percorso INDIRE, pensato per facilitare la posizione chi vanta un titolo estero ha sollevato diverse critiche.
Molti insegnanti, pur avendo i requisiti richiesti — come il titolo d’accesso e l’esperienza triennale — si sono ritrovati esclusi o in una situazione di incertezza.
Le ragioni?Eccole!
⚠️ Normativa poco chiara: Le regole di accesso non sono state definite con precisione fin dall’inizio, creando confusione tra i docenti.
🧩 Esclusioni inspiegabili: Alcuni insegnanti con servizio su sostegno e titoli validi non sono stati ammessi, spesso per cavilli burocratici o interpretazioni restrittive dei requisiti.
🕰️ Tempistiche e comunicazione: I bandi e le informazioni ufficiali sono arrivati tardi, lasciando poco tempo per prepararsi o chiarire dubbi.
🎓 Titoli non universitari: I percorsi gestiti direttamente da INDIRE rilasciano titoli validi solo in Italia, non riconosciuti a livello universitario, il che ha deluso chi sperava in una qualifica più spendibile.
Molti docenti si sono sentiti traditi da un’iniziativa che prometteva inclusione e semplificazione, ma che nella pratica ha lasciato fuori proprio chi avrebbe dovuto beneficiarne!
⚖️ Come studio legale, continueremo a sostenere la validità dei vostri titoli e a batterci per il loro riconoscimento, anche attraverso l’applicazione di misure compensative previste dalla normativa. Contestiamo fermamente la legittimità dei rigetti e ci impegniamo a portare avanti questa battaglia in tutte le sedi competenti, affinché venga ripristinato il rispetto del diritto europeo e della dignità professionale di ogni docente!!!
Con stima e determinazione,
Lo studio legale Fasano
Per informazioni:
1. 3348120803 (linea whatsapp)
2. ⁠Linea fissa 091 9295515.
3. ⁠ 388 4736894 linea telefonica mobile.

 

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