Esito udienza titoli esteri in Corte di Giustizia
Non si è vinto, non si è perso. Dalla decisione oggi adottata, la situazione non muta.
Il titolo esiste e occorre proporre domanda di riconoscimento per la spendibilita’ dello stesso in Italia.
Indire non è la soluzione secondo la Corte, posto che in sentenza neppure viene toccato questo argomento.
La Corte ha solo stabilito: “Per questi motivi, la Corte (Ottava Sezione) dichiara:
Gli articoli 45 e 49 TFUE devono essere interpretati nel senso che essi non impongono allo Stato
membro ospitante un obbligo di prendere in considerazione, nell’ambito dell’esame di una
domanda di riconoscimento delle qualifiche professionali, un titolo di formazione ottenuto in un
altro Stato membro che non sia legalmente riconosciuto da tale Stato e sia privo di qualsiasi
carattere ufficiale in detto Stato”.
La questione, ergo, rimane ancora aperta.
Bisogna applicare idonee misure compensative GRATUITE COME GIÀ’ accade per altri titoli e non già’ a pagamento!
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