Gentile Docente / Gentile Assistente Amministrativo, Tecnico o Collaboratore Scolastico, precario o già immesso in ruolo entro i 5 anni dall’immissione
il nostro Studio Legale, esperto in diritto scolastico, si rivolge al personale docente e ATA che ha maturato almeno quattro rapporti di lavoro a tempo determinato, anche non continuativi, con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto, alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Desideriamo informarla che tale reiterazione contrattuale integra un’ipotesi di abuso del contratto a tempo determinato, in palese violazione della normativa dell’Unione Europea, così come recepita nell’ordinamento italiano, come ormai ampiamente riconosciuto dalla giurisprudenza nazionale ed europea.
Il ricorso sistematico e prolungato ai contratti a termine nel comparto scuola contrasta con:
la Direttiva 1999/70/CE, che ha recepito l’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, imponendo agli Stati membri l’adozione di misure effettive per prevenire e sanzionare l’abuso derivante dalla reiterazione dei contratti;
il D.Lgs. n. 368/2001, oggi confluito nel D.Lgs. n. 81/2015, che vieta l’uso strutturale del lavoro a termine;
l’art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001, che consente il contratto a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione esclusivamente per esigenze temporanee ed eccezionali;
la consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in particolare la sentenza Mascolo e altri (C-22/13 e cause riunite), che ha accertato l’incompatibilità del sistema scolastico italiano con il diritto europeo in caso di reiterazione di contratti su posti vacanti e disponibili.
Anche la Corte di Cassazione ha definitivamente riconosciuto le ragioni del personale scolastico precario, affermando che la reiterazione dei contratti a termine costituisce abuso contrattuale e condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al risarcimento del danno.
In numerose pronunce, i giudici di legittimità hanno riconosciuto indennizzi di rilevante entità, che – in relazione alla durata della precarizzazione e alla gravità dell’abuso – possono raggiungere importi molto significativi, anche di decine di migliaia di euro.
Il nostro Studio ha già avviato e definito con successo numerosi ricorsi in favore di docenti e personale ATA, ottenendo importanti condanne risarcitorie a carico del MIM per l’abuso dei contratti a tempo determinato.
Ogni posizione viene valutata con attenzione e competenza, alla luce della normativa vigente e dell’orientamento giurisprudenziale più favorevole, al fine di garantire una tutela effettiva dei diritti del lavoratore.
Se ha maturato almeno quattro contratti a tempo determinato con scadenza al 30/06 o al 31/08, la invitiamo a verificare la sua posizione: la precarietà non è una condizione fisiologica, ma una violazione che l’ordinamento sanziona.
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